DALL’EUROPA DUE BUONE NEWS PER IL CLIMA E UNA CATTIVA
La prima buona notizia è l’accordo del Consiglio dei Ministri dell’Ambiente dell’Ue sull’obiettivo del 55% di riduzione della CO2 entro il 2030. Questo accordo potrà essere determinante per indirizzare nella giusta direzione la decisione finale che spetterà entro fine anno al Consiglio dei Capi di Stato e di governo della Ue.
La seconda buona notizia sono le dichiarazioni odierne di Ursula von der Leyen sulla determinazione della Commissione UE ad andare avanti con il Green Deal, il patto per fare dell’Ue il primo continente climaticamente neutrale di qui al 2050.
La Presidente della Commissione Europea smentisce dunque le voci di un rallentamento delle azioni di contrasto ai cambiamenti climatici a causa della pandemia di Covid-19. “Gli imprenditori più lungimiranti, afferma von der Leyen, hanno capito che non c’è una scelta tra la natura da una parte e l’economia dall’altra. Quello che è buono per la natura, è benefico per l’economia. Il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità avvengono davanti ai nostri occhi e si rafforzano l’uno con l’altro. La necessità di agire non è mai stata così chiara ed è quello che mi muove, come presidente della Commissione. Per questo abbiamo lanciato il Green Deal, dopo appena undici giorni dalla nomina. È la nostra visione per rendere l’Europa il primo continente climaticamente neutrale di qui al 2050″. “In marzo – ricorda – abbiamo proposto la prima legge sul clima della storia. Ed è arrivata la pandemia. Ora, dovremmo fermarci a causa della pandemia? Naturalmente no”. “C’è una chiara tripla vittoria: vittoria per il clima, vittoria per la biodiversità e vittoria per i posti di lavoro”.
La notizia cattiva è il voto favorevole da parte dell’Europarlamento alla riforma della PAC, il pacchetto di misure che regolano le attività agricole e il loro impatto su clima e ambiente per i prossimi 7 anni, che da solo assorbe il 37% del bilancio UE.
Frutto di un compromesso al ribasso tra i popolari del PPE, i social-democratici di S&D e i liberali di Renew, la riforma snatura la proposta iniziale, allontanandola dagli obiettivi del Green Deal e dalle ambizioni sia del piano Farm to Fork (per ridurre del 50% l’uso di pesticidi) sia del piano per la tutela della biodiversità.

Silvia Zamboni

Giornalista – Ambiente e Sostenibilità, Energia e Cambiamenti Climatici, Economia Circolare, Green Economy, Sharing e Digital Economy, Mobilità Sostenibile, Turismo Sostenibile, Agricoltura e Manifattura Biologica, Politiche Ambientali Europee.