AUTO ELETTRICA. RICARICA, QUANTO MI COSTI!
Per sconfiggere lo #smog l’auto elettrica è sicuramente una risposta efficace. Tanto più se l’elettricità è prodotta da fonti rinnovabili evitando così di pulire l’aria localmente spostando l’inquinamento nelle aree limitrofe alle centrali elettriche alimentate da fonti fossili.
Per spingere il mercato dell’elettrico bisogna abbassare il costo delle ricariche: oggi l’energia elettrica erogata dalle colonnine su suolo pubblico è fino a tre volte più cara di quella domestica. Pochi lo sanno. Tra questi gli automobilisti virtuosi che passano all’elettrico e si vedono penalizzati dal costo della ricarica, anziché essere premiati.
Per porre fine a questa inaccettabile differenza tariffaria, intervenendo oggi in Assemblea legislativa Regione Emilia-Romagna ho chiesto alla Giunta regionale di intervenire in sede di Conferenza Stato-Regioni per accelerare il percorso avviato dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente finalizzato ad abbassare, al livello della quota della tariffa domestica, il costo dell’elettricità applicato nelle colonnine di ricarica installate su suolo pubblico. Nell’interrogazione ho chiesto anche un impegno della Giunta per valorizzare e favorire la diffusione delle cosiddette “Community charger” autogestite. Si tratta di colonnine installate e gestite dai Comuni e talvolta direttamente da associazioni di automobilisti, i quali possono ricaricare le loro auto a un prezzo più conveniente rispetto a quello applicato nelle colonnine installate dai fornitori di energia elettrica. Colonnine di comunità sono già presenti nei comuni di Medicina, Argenta e Zola Predosa, in provincia di Bologna.
Commentando la risposta che mi ha dato l’assessore Vincenzo Colla, mi sono dichiarata soddisfatta che condivida la necessità di sostenere la mobilità elettrica e la riduzione dei costi delle ricariche nelle colonnine su suolo pubblico. Positiva anche la notizia che ha comunicato l’assessore circa i progressi fatti in questa direzione all’interno della Conferenza Stato-Regioni per abbattere la quota delle accise che oggi incide pesantemente. Favorire e diffondere in tutto il territorio regionale le “Community charger” è un altro contributo importante. Bisogna valorizzare queste realtà autogestite pubblicizzando questa iniziativa e prevedendo appositi incentivi ai Comuni dell’Emilia-Romagna che volessero farsi promotori di una rete pubblica di colonnine a tariffa agevolata.
Ho anche apprezzato che abbia affermato che per lo sviluppo della mobilità elettrica è necessario che rientri come obiettivo strategico al centro anche del nuovo Piano energetico regionale, anche per aprire la strada alla nuova filiera industriale della mobilità elettrica.
Per far sì che questo obiettivo si concretizzi, anche la questione dei costi delle ricariche è un aspetto cruciale nei confronti dei consumatori. Bisogna superare il paradosso per cui oggi chi viaggia elettrico è punito con tariffe maggiorate, invece di essere premiato.

Silvia Zamboni

Giornalista – Ambiente e Sostenibilità, Energia e Cambiamenti Climatici, Economia Circolare, Green Economy, Sharing e Digital Economy, Mobilità Sostenibile, Turismo Sostenibile, Agricoltura e Manifattura Biologica, Politiche Ambientali Europee.