AEROPORTO CARGO PARMA? NO, GRAZIE!
Oggi ho depositato un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere se intenda finanziare l’ampliamento e la trasformazione in scalo cargo dell’aeroporto di Parma, progetto contestato da NOcargoparma, Manifattura Urbana Legambiente Parma Legambiente Emilia-Romagna APS WWF Parma WWF Emilia-Romagna Fridays For Future – Parma FIAB Parma Bicinsieme Fruttorti Parma Mercatiamo Parma Sostenibile Manifesto per San Leonardo Verdi – Europa Verde Parma che lo ritengono rischioso e impattante in termini di traffico aereo e inquinamento.
Il piano di ampliamento e trasformazione cargo dell’aeroporto di Parma porterà ad un aumento esponenziale del traffico aereo sulla città sia in volume sia in portata. Gli aerei che potranno volare su Parma dopo l’allungamento della pista hanno una stazza 8 volte superiore agli aerei che vi atterrano attualmente con un impatto in termini di inquinamento acustico e ambientale dalle 8 alle 10 volte superiore a quelli attuali. La pista si trova a soli 3 km dal centro della città, è adiacente ai quartieri di Fognano e Crocetta e in caso di ampliamento sarà molto vicina anche all’abitato di Baganzola. Dopo l’allungamento ben quattro differenti plessi scolastici, scuole primaria, secondarie e asili, si troveranno a distanze tra i 600 e i 1300 metri, costituendo un fattore di rischio per la salute dei residenti. L’allungamento previsto porterà il tracciato della pista a pochi metri dall’autostrada e dai binari dell’alta velocità senza che sia stato presentato un approfondimento sui rischi legati alle interferenze tra le diverse infrastrutture.
Noi Verdi siamo contrari all’ampliamento e vorremmo sapere quale sarà la posizione della Giunta regionale nella Conferenza dei Servizi che sarà indetta dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) per l’approvazione del progetto definitivo di allungamento della pista. Come farà la Giunta a far rispettare le numerose prescrizioni ambientali, alcune di esse sollevate dalla stessa Regione Emilia-Romagna, alle quali è sottoposto il progetto?”
Inoltre, Il progetto di ampliamento e trasformazione in scalo cargo non è previsto dal Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT) in vigore, ed è solamente accennato nel PRIT 2025 adottato dalla Giunta nella scorsa legislatura ma non ancora approvato dall’attuale Assemblea legislativa.
Come Verdi riteniamo la gestione dei trasporti e della logistica cruciali rispetto non solo al posizionamento e alle necessità strategiche del nostro tessuto industriale regionale, ma anche alla tutela sia del territorio contro il consumo di suolo sia della salute delle popolazioni residenti. In piena emergenza climatica investire nuove risorse per incrementare il trasporto aereo, in questo caso in particolare delle merci, è un errore perché è indicato come uno dei maggiori responsabili dell’inquinamento e delle emissioni climalteranti. Bisognerebbe invece investire in servizi intermodali e in particolare nel trasporto ferroviario, come stanno facendo altri paesi europei come Francia e Spagna, i cui governi hanno recentemente votato a favore della sospensione dei voli su rotte che possono essere coperte dal treno in meno di due ore e mezza. Anche nel nostro territorio emiliano-romagnolo ci sono imprese, come Barilla e Conserve Italia, che stanno spostando gran parte delle proprie merci dal trasporto su gomma a quello su ferro.
Per questo riteniamo che i 12 milioni del Fondo di Coesione e Sviluppo destinati dalla Regione Emilia-Romagna allo sviluppo dell’Aeroporto di Parma sarebbero meglio impiegati nella costruzione di un sistema di trasporto merci su ferro ambientalmente più sostenibile ed efficiente dal punto di vista energetico ed economico, oltre che in linea con le principali politiche nazionali ed europee.

Silvia Zamboni

Giornalista – Ambiente e Sostenibilità, Energia e Cambiamenti Climatici, Economia Circolare, Green Economy, Sharing e Digital Economy, Mobilità Sostenibile, Turismo Sostenibile, Agricoltura e Manifattura Biologica, Politiche Ambientali Europee.