VERSO IL REFERENDUM SU BOLOGNA CITTÀ 30: OK AL CONFRONTO MA NON SI TORNI INDIETRO
ll Comitato dei Garanti del Comune di Bologna ha dichiarato ammissibile il referendum sulla “Città 30”, la misura che estende il limite di velocità di 30 km/h sulla maggior parte delle strade di Bologna con l’obiettivo di ridurre numero e gravità degli incidenti stradali, e di conseguenza morti e feriti.
L’ammissibilità non significa ancora che il referendum si terrà: il comitato promotore ha tre mesi di tempo per raccogliere le necessarie 9.000 firme, depositarle e far partire l’iter. Va anche ricordato che i referendum comunali non sono vincolanti ma consultivi, quindi non creano obblighi. Il referendum su Città 30 sarebbe comunque una bella occasione di confronto su visioni diverse della mobilità e sul rapporto tutela salute e tutela ambiente.
Noi Verdi siamo favorevoli, non da ora, alla riduzione della velocità sulle strade: sia per aumentare la sicurezza, soprattutto quella di ciclisti e pedoni, sia per l’impatto positivo in termini di riduzione delle emissioni climalteranti. Non avendo più l’auto per scelta da parecchi anni, ogni giorno mi sposto in bicicletta e provo sulla mia pelle il brivido di dover pedalare in mezzo a fiumi di macchine, furgoni, bus.
Pur essendo d’accordo con la misura, come Verdi non abbiamo nascosto perplessità sull’iter di introduzione a Bologna in termini di partecipazione dei cittadini per accoglierla. Col risultato che tutte le ostilità nei primi giorni si sono soffermate sul tema delle multe, senza badare ai benefici del provvedimento. Inoltre, è fondamentale investire nel trasporto pubblico e nella sua elettrificazione da fonte rinnovabile per creare alternative alle auto e diminuire le emissioni di gas serra e smog. Bruxelles, dove il limite dei 30 è stato introdotto nel 2021, ha accompagnato questa misura con 2 miliardi di euro di investimenti per risagomare strade e ampliare marciapiedi, fare nuove pedonalizzazioni, potenziare il trasporto pubblico e il sostegno alla mobilità dolce.
Ma sia chiaro: a Bologna indietro non si torna. Basterebbero solo i dati sulla riduzione degli incidenti per spiegare la bontà del provvedimento: nei primi tre mesi di Città 30 (15 gennaio – 14 aprile 2024) sulle strade urbane di Bologna si è avuto un calo del 14,5% degli incidenti totali, meno 13,4% di incidenti con feriti, meno 12,6% di persone ferite (che corrisponde a 76 persone in meno rispetto allo scorso anno), meno 17% di incidenti senza feriti, due incidenti mortali in meno (1 nel 2024 contro 3 nel 2023), ma 2 incidenti con feriti in prognosi riservata in più (4 nel 2024, 2 nel 2023). Il calo di pedoni coinvolti in incidenti è del 14,7% (102 erano quelli coinvolti nel 2023, 87 nel 2024).
Con maggiori controlli stradali sul rispetto dei limiti probabilmente i dati potrebbero migliorare ancora.
Mi auguro quindi che il dibattito referendario, se ci sarà, stia sul merito e non riproponga i soliti schemi del confronto politico per tifoserie contrapposte. Quello è un tipo di dibattito che non serve a salvare vite umane.
E se il referendum non si dovesse tenere, penso che sarebbe comunque buona cosa che la Giunta aprisse autonomamente un percorso di ascolto dei cittadini e di confronto pubblico sui risultati ottenuti e su proposte per migliorare il provvedimento.

Silvia Zamboni

Giornalista – Ambiente e Sostenibilità, Energia e Cambiamenti Climatici, Economia Circolare, Green Economy, Sharing e Digital Economy, Mobilità Sostenibile, Turismo Sostenibile, Agricoltura e Manifattura Biologica, Politiche Ambientali Europee.