SPANDIMENTO DI FANGHI TOSSICI IN AGRICOLTURA: SERVONO PIÙ CONTROLLI
Da giorni sulla stampa locale e nazionale sono usciti svariati articoli sull’indagine in corso sul caso degli sversamenti di fanghi tossici avvenuti su campi coltivati in ben quattro regioni, tra le quali l’Emilia- Romagna, più precisamente nella provincia di Piacenza.
Ho preso quindi spunto da questo fatto di cronaca per presentare oggi, in Assemblea legislativa regionale, un’interrogazione alla Giunta per sapere con quali modalità e frequenza Arpae sia incaricata di svolgere controlli sulla regolarità dei gessi di defecazione e dei fanghi di depurazione usati in agricoltura nella nostra regione. E in che misura dia seguito alle segnalazioni dei cittadini sulle esalazioni maleodoranti diffuse nell’ambiente da questi prodotti.
La risposta dell’assessora Irene Priolo sugli illeciti rilevati dai controlli effettuati da Arpae ha confermato che lo spandimento di fanghi tossici in agricoltura è un fenomeno da monitorare, come richiesto da Europa Verde. In base ai dati da lei comunicati, tra il 2019 e il 2020 sui gessi di defecazione Arpae ha svolto 29 ispezioni, in seguito alle quali sono state emesse quattro notizie di reato e comminate due sanzioni amministrative. Anche per quanto riguarda i controlli sui fanghi di depurazione, le attività di controllo di Arpae hanno rilevato degli illeciti.
Questi dati sono la riprova che i controlli sono di fondamentale importanza vista la relativa semplicità con cui è possibile spacciare fanghi tossici per fertilizzanti e la estrema pericolosità di una pratica che va a contaminare i prodotti agricoli e rilevanti estensioni di terreni agricoli, rendendo necessarie complesse operazioni per decontaminarli. Quella che dovrebbe essere una positiva pratica economia circolare, infatti, si può trasformare in una lucrosa attività criminale, come nel caso WTE S.r.l., la ditta indagata per gli sversamenti tossici in provincia di Piacenza, dove tra il 2018 e il 2019 ben 150mila tonnellate di fanghi contaminanti da metalli pesanti, idrocarburi e altre sostanze inquinanti, sono stati spacciati per fertilizzanti e offerti gratuitamente agli agricoltori perché li smaltissero sui campi coltivati. Un’attività criminale che ha portato la ditta indagata a incassare 12 milioni di euro.
Sotto altra forma, un caso simile a quanto accaduto con la funivia di Montarone: vite e salute umana e dell’ambiente svendute per fare cassa.
Nella replica, ho quindi sollecitato la Giunta ad aumentare i controlli di Arpae e a verificare anche a quale percentuale di quantitativi di gessi di defecazione e fanghi dispersi corrispondano i controlli effettuati. Considerando il materiale sparso sui campi nella nostra regione, qual è la percentuale effettivamente monitorata?
Per i Verdi/Europa Verde il tema dei fanghi di depurazione usati come fertilizzanti va considerato con la massima attenzione: i fanghi devono essere controllati col massimo rigore, perché i campi non possono essere trasformati in discariche illegali a cielo aperto.

Silvia Zamboni

Giornalista – Ambiente e Sostenibilità, Energia e Cambiamenti Climatici, Economia Circolare, Green Economy, Sharing e Digital Economy, Mobilità Sostenibile, Turismo Sostenibile, Agricoltura e Manifattura Biologica, Politiche Ambientali Europee.