IL CAMBIAMENTO CLIMATICO METTE A RISCHIO LE NOSTRE FORESTE
L’Italia è sempre più verde: boschi e foreste si espandono (più 270mila ettari negli ultimi 5 anni) e si impossessano delle zone montane e dei terreni agricoli abbandonati.
Oggi occupano 11,4 milioni di ettari, quasi il 40% della superficie nazionale: 9,6 milioni sono foreste, 1,8 milioni sono altre aree boscate. L’incremento percentuale nel quinquennio è del 2,9%, negli ultimi 30 anni del 25% e negli ultimi 80 addirittura del 75%.
E’ quanto emerge dall’ultima mappatura nazionale condotta dalle autorità italiane e resa pubblica nell’ambito della revisione quinquennale del patrimonio forestale mondiale curato dalla Fao.
Il patrimonio forestale italiano quindi cresce, i nostri boschi sono più ricchi di biodiversità rispetto a quelli del Centro Europa e danno anche un grande contributo all’assorbimento della C02, tanto che anche grazie alla loro azione l’Italia ha potuto rispettare per anni gli obiettivi del protocollo di Kyoto.
Da alcuni decenni però le forte ondate di calore minacciano questo patrimonio. I cambiamenti climatici sono così veloci che gli ecosistemi faticano a seguirli. Le altissime temperature degli ultimi anni hanno causato siccità e contribuito ad aumentare gli incendi, come è avvenuto nel 2017 quando il carbonio assorbito dalle nostre foreste è stato azzerato dalla CO2 emessa dai devastanti roghi estivi.
In tante zone d’Europa la mancanza di acqua fa deperire i boschi e li espone agli attacchi dei parassiti.
In questo contesto diventa urgente proteggere le nostre foreste, implementando le politiche del Green Deal dell’Unione Europea per contrastare il riscaldamento globale e promuovere la sostenibilità ambientale.
La proposta di Europa Verde Emilia-Romagna – adottata dalla Giunta Bonaccini – di piantumare 4,5 milioni di alberi, un albero per ogni emiliano-romagnolo, va in questa direzione. Ovviamente occorre mettere in campo un piano di messa a dimora di alberi che contribuisca sia a contrastare i cambiamenti climatici (sequestrando la CO2) e i loro effetti (come ad esempio le ondate di calore nei centri abitati), sia a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo. La forestazione programmata nelle zone urbane e periurbane può e deve inoltre contribuire in modo decisivo a ridurre il consumo di suolo. A settembre contiamo di presentare una nostra proposta dettagliata.
Intanto a questo link vi proponiamo la lettura della versione integrale dello studio pubblicato dalla Fao:

Silvia Zamboni

Giornalista – Ambiente e Sostenibilità, Energia e Cambiamenti Climatici, Economia Circolare, Green Economy, Sharing e Digital Economy, Mobilità Sostenibile, Turismo Sostenibile, Agricoltura e Manifattura Biologica, Politiche Ambientali Europee.