Pubblico di seguito il mio articolo uscito sul numero 28 di marzo 2014 di micron, la rivista dell’Arpa regionale dell’Umbria.

SPENDERE SENZA SOLDI, UN OSSIMORO VIRTUOSO A PORTATA DI WEB

di Silvia Zamboni

Spendere senza soldi” è un progetto pilota che ha l’obiettivo di informare gli amministratori locali sugli strumenti di finanziamento nel settore energetico-ambientale, grazie ad una classificazione che tiene conto qanche dell’incidenza sui vincoli del Patto di Stabilità

Alzi la mano quel Sindaco che, in questa fase di crisi di liquidità e col Patto di Stabilità che incombe, non vorrebbe poter “spendere senza soldi” (e senza indebitarsi). Mission impossible? Tutt’altro, come insegna il progetto Spendere senza soldi lanciato nel 2013 da Kyoto Club, l’associazione non profit costituita da imprese, associazioni, amministrazioni locali ed enti impegnati a raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas-serra assunti con il Protocollo di Kyoto e, successivamente, con il cosiddetto Processo post-Kyoto(kyotoclub.org). Si tratta in prima linea di uno strumento informativo online finalizzato ad aiutare gli enti locali a individuare l’esistenza di fonti di finanziamento e a investire il minimo (o anche niente) in campo energetico-ambientale ricavandone il massimo. Sponsor ufficiale dell’iniziativa è la Fondazione Cariplo che per il secondo anno consecutivo ha rinnovato il finanziamento per tutto il 2014 per una somma pari a trentamila euro.

L’architrave del progetto è il portale spenderesenzasoldi.eu che – ovviamente a costo zero – in un’unica sede offre un’aggiornata panoramica degli strumenti di finanziamento disponibili a livello nazionale ed europeo in materia di impiego di fonti rinnovabili e di interventi di efficientamento energetico. Inoltre sono presenti informazioni sulle normative, sull’evoluzione delle procedure amministrative relative agli affidamenti per la realizzazione degli interventi e sulle modalità di approccio e di accesso agli strumenti finanziari esistenti sul mercato. Gli amministratori locali a caccia di fondi e di idee già collaudate e vincenti non devono fare altro che cliccare sui “bottoni” presenti nell’home page del sito: strumenti di finanziamento, bandi incentivi, best practice. Un ulteriore obiettivo perseguito dal progetto è quello di favorire l’integrazione dell’uso dei cosiddetti social, ossia dei canali di comunicazione quali Facebook e Twitter, nelle attività di diffusione delle informazioni, con uno sguardo rivolto non solo agli enti locali ma anche agli operatori privati del settore energetico-ambientale e bancario. Da quest’anno, poi, il portale ospita e promuove anche un forum in cui gli enti locali possono scambiare informazioni e richieste di collaborazione su progetti da avviare, in itinere o già realizzati.

Attualmente nella sezione strumenti di finanziamento sono presenti dieci voci: “Come si finanzia l’efficienza energetica”, “Programma European Local Energy Assistance (E.L.E.N.A), “Nuovo Conto Energia Termico”, “Opportunità offerte da Consip e gli acquisti verdi”, “Il Fondo Europeo per l’Efficienza energetica (EEEF), “Investimenti sostenibili nelle aree urbane: l’iniziativa Jessica della Commissione Europea”, “Il Nuovo Fondo Kyoto”, “Conto energia Fotovoltaico”, “I Titoli di Efficienza Energetica (TEE)”, per finire con “Partenariato Pubblico Privato”.

Venendo all’efficienza energetica, il sito comunica che per favorire la realizzazione di interventi in questo campo la BEI (Banca Europea degli Investimenti) fino al 2015 ha stanziato circa sei miliardi di euro all’anno nel comparto energia. Al fine di poterli utilizzare, però, “la filiera della white economy deve prima acquisire conoscenze e capacità che permettano di sviluppare progetti duraturi e di valore”, ammonisce il portale di Kyoto Club. Che riporta anche l’opinione di Andrea Tinagli, capo della divisione infrastrutture, energia ed enti locali Italia e Malta della BEI, secondo il quale, per compiere passi in avanti nell’ambito dell’efficienza energetica, in aggiunta agli strumenti finanziari al nostro Paese servonorisorse da investire nelle diagnosi energetiche… È necessario anche diffondere competenze nel settore e prendere esempio dalle best practice sviluppate all’estero. Bisogna poi diffondere la cultura dell’efficienza energetica, anche mediante gli sgravi fiscali, come ad esempio l’ecobonus”. Proprio l’efficienza energetica, anticipa il portale, sarà al centro di Smart Energy Expo, la prima fiera internazionale dedicata all’efficienza energetica e alla white-green economy,in programma a VeronaFiere dall’8 al 10 ottobre prossimi.

Per restare in ambito europeo, E.L.EN.A. è un programma di assistenza tecnica e finanziaria attivato dalla Commissione europea e dalla BEI per promuovere progetti di investimento nell’ambito dell’efficienza energetica, delle fonti di energia rinnovabili e del trasporto urbano sostenibile, con l’obiettivo di replicare progetti già realizzati in altre aree europee. L’iniziativa, ricorda spenderesenzasoldi.org, è finanziata dal programma Intelligent Energy Europe II (EIE) e prevede uno stanziamento iniziale di 15 milioni di euro per il primo anno di attività. Dell’assistenza tecnica, supportata dal fondo E.L.E.N.A, possono usufruire autorità locali e regionali, altri enti pubblici o raggruppamenti di enti nei paesi che partecipano al programma EIE. Il contributo comunitario di ELENA copre fino al 90 per cento dei costi sostenuti per l’assistenza tecnica e finanziaria.

Infine, due parole anche sul Partenariato Pubblico Privato (PPP), una formula che, dal punto di vista degli enti locali, ha il vantaggio di ridurre i costi di realizzazione di un’infrastruttura o di gestione di un servizio, superando i vincoli di spesa pubblica imposti ai comuni dal Patto di Stabilità; mentre per il partner privato, al contrario, non è escluso il rischio che comporti, anziché un beneficio, un aggravio di costi burocratici. In relazione a questa voce il portale spenderesenzasoldi.eu offre non solo informazioni sulla normativa italiana e sulle svariate tipologie di PPP previste dal Libro Verde della UE, ma mette anche a disposizione svariati link di approfondimento per attingere a banche-dati e rassegne di esperienze già realizzate o in corso di realizzazione in questo campo, come è il caso, ad esempio, del sito di SIOP Lazio, il Servizio Informativo sulle Opportunità di PPP attivato per il Lazio che propone notizie e approfondimenti su promotori e opere realizzate in project finance e aggiornamenti sulle normative di settore.

Nella sezione del portale “Bandi e Incentivi” sono presenti, in particolare, i richiami a due iniziative avviate dalla Regione Umbria: si tratta del “Bando per Interventi di riqualificazione energetica negli edifici pubblici di proprietà comunale” e del “Bando per la realizzazione di reti di riscaldamento di proprietà di Amministrazioni Comunali connesse ad impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili”. Gli altri bandi riguardano le Regioni Campania, Lazio (con una dotazione di 25 milioni di euro per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici), Marche, Puglia, Lombardia, Piemonte, il CNR e la provincia Autonoma di Trento, la Provincia di Mantova, la Fondazione Cariplo e, infine, i contributi del Ministero dello Sviluppo Economico, attivati da marzo 2013, per l’acquisto di veicoli a basse emissioni. Da sottolineare anche il bando del Ministero dell’Ambiente “Il sole negli enti pubblici”, grazie al quale sono stati finanziati 547 impianti di solare termico su edifici pubblici, bando al momento chiuso per esaurimento dei fondi ma in odore di essere rifinanziato.

L’altra miniera di informazioni presente sul portale spenderesenzasoldi.org è rappresentata dalla sezione dedicata alle buone pratiche, i classici esempi da imitare, eventualmente adattandoli alla specifica situazione del contesto locale. Apre la rassegna delle best practice il comune di Pesaro con un tipico esempio di progetto win-win ad alto tasso di replicabilità. Poiché il Patto di Stabilità non consente di realizzare investimenti neanche nel caso di impianti fotovoltaici incentivati con il conto energia che assicura un rientro economico in tempi brevi della cifra inizialmente spesa, l’amministrazione comunale pesarese è ricorsa al sistema dell’affidamento dell’investimento a soggetti terzi. Nel 2008 ha pubblicato due bandi attraverso i quali, seguendo una pratica adottata anche da altri comuni, ha concesso in comodato d’uso oneroso alcuni tetti comunali e un parcheggio per l’installazione di impianti fotovoltaici su pensiline. Con gli introiti percepiti in base al conto energia la ditta aggiudicatrice ha potuto recuperare i costi dell’investimento iniziale, quelli della manutenzione dell’impianto (completamente a suo carico) e il canone d’affitto erogato al comune. A febbraio del 2010 sono stati inaugurati i primi 3 impianti realizzati sui tetti del mercato ortofrutticolo, di una scuola e di una palestra. Nel dicembre successivo è stato inaugurato l’impianto sulle pensiline di un parcheggio per la sosta gratuita che con i suoi 25mila metri quadrati di pannelli FV e una produzione annuale di 2,6 milioni di kWh risultava, all’epoca, il più grande parcheggio d’Europa con copertura fotovoltaica. Infine, su un altro edificio pubblico è stato inaugurato un impianto fotovoltaico in monocristallino nel 2012. Per quanto concerne invece la ricerca di finanziamenti extra bilancio,il comune di Pesaro si è mosso per la solarizzazione di una scuola primaria, che dal febbraio 2009 sfrutta un impianto fotovoltaico realizzato grazie al progetto “My Future – Energia e riuso a scuola” promosso e sostenuto da Vodafone Italia, Enel e Legambiente. Il ricavato dell’energia prodotta dall’impianto, al netto delle spese di manutenzione e assicurazione, viene devoluto dal comune all’istituto scolastico per effettuare interventi mirati al risparmio energetico e a progetti educativi in materia di energia rinnovabile. Il comune di Pesaro è inoltre capofila del progetto europeo Sea-r (Energia sostenibile nelle regioni adriatiche: conoscenze per investire), con i cui finanziamenti ha realizzato altri due impianti fotovoltaici su altrettante scuole. Grazie ai fondi del progetto Sea-r, tutti gli impianti FV compresi nel progetto saranno collegati al “misuratore di sostenibilità” Leafmeterdella Loccioni, l’azienda leader nel settore della progettazione di edifici ad alta efficienza energetica integrata con l’uso di fonti rinnovabili, la cui casa-madre ha sede nella in provincia di Ancona, e che conta rappresentanze anche in Usa, Cina e Germania. Attraverso il Leafmeter sarà possibile conoscere in tempo reale i dati sulla produzione di energia.

Sempre dalla banca dati di spenderesenzasoldi.org, da segnalare anche l’innovativo progetto della provincia di Genova “Condomini intelligenti in provincia di Genova”, realizzato in collaborazione con Fondazione Muvita, Camera di Commercio di Genova, Banca Carige e con tutti i soggetti istituzionali ed economici locali coinvolti sul tema “casa”. Attraverso il ricorso alle ESCO (Energy Service Company) locali, sollevando quindi i cittadini proprietari dall’onere dell’investimento a proprio carico, questa iniziativa punta a promuovere interventi di efficienza energetica e ad aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili in condomini privati già esistenti. In base al progetto “Condomini intelligenti”, grazie ad un Fondo di Garanzia che copre fino all’80% del costo, le ESCO locali possono finanziare gli interventi utilizzando i normali canali bancari; mentre per stimolare la domanda il progetto prevede la realizzazione di campagne di audit energetico gratuito per gli edifici. Si stima che il completamento del progetto consentirà di evitare, nella sola provincia di Genova, l’emissione di 70.000 tonnellate di CO2 annue, corrispondenti all’installazione, su edifici privati, di oltre 24.000 MWh di impianti solari.

Altre buone pratiche in vetrina su spenderesenzasoldi.org sono i progetti realizzati dal comune di Monselice, tra cui “Green City” (2006 – 2015), in base al quale l’amministrazione intende acquistare da fonti rinnovabili il 100 per cento dell’energia elettrica consumata per le proprie attività (riduzione prevista di emissioni di CO2: 130 tonnellate all’anno).

Venendo a Lodi, per acquisire credibilità da investire nell’invito rivolto ai privati a fare la loro parte, con il suo Paes (Piano di azione per l’ energia sostenibile) questo virtuoso comune lombardo ha puntato in primo luogo a dare il buon esempio in casa propria promuovendo un programma di riduzione dei consumi per l’illuminazione pubblica e il condizionamento, e un programma di riqualificazione e ottimizzazione dei consumi per riscaldamento delle grandi utenze (uffici pubblici, supermercati, grandi utenze private). È previsto l’azzeramento dei consumi di energia fossile per gli usi elettrici e la riduzione di circa il 40 per cento dei consumi di gas metano. Il fatto che Lodi abbia elaborato il piano in proprio, senza avvalersi di consulenze esterne, segnala anche che si tratta di un processo non etero diretto bensì guidato dalla volontà del comune. Queste caratteristiche del Paes erano già valse a Lodi, nel 2012 (analogamente a Pesaro nel 2013), l’aggiudicazione della prima edizione del premio A+CoM istituito da Alleanza per il Clima (climatealliance.it) in collaborazione con Kyoto Club per premiare i piani migliori. A conferma, poi, che anche dalle amministrazioni di taglia ridotta possono venire contributi positivi, il portale spenderesenzasoldi.org segnala le buone pratiche di Torri di Quartesolo (VI), Sasso di Castalda (PZ), Loceri (OG), Quartu Sant’Elena (CA).

La riedizione 2014 del progetto, denominato “Spendere senza soldi plus”, prevede anche quest’anno l’assegnazione di un premio di eccellenza promosso congiuntamente da Kyoto Club e dal Coordinamento delle Agende 21 Locali Italiane, con il supporto economico di Cariplo. Il premio è finalizzato a portare sul podio i comuni italiani che vantano la migliore leva finanziaria, ovvero il migliore rapporto tra l’investimento effettuato con risorse prese dal bilancio comunale e la capacità di generare investimenti di soggetti terzi e l’uso dei fondi europei. Nell’ambito della prima edizione 2013 rivolta ai comuni che negli anni 2009-2012 hanno investito con proprie risorse generando investimenti di terzi nell’ottica dello sviluppo sostenibile, l’anno scorso sono stati premiati: per la categoria comuni fino a 5.000 abitanti Calvello (PZ) e Melpignano (LE) a pari merito, il primo perché ha investito le royalty petrolifere in 79 caldaie ad alto rendimento e in 45 impianti solari fotovoltaici di privati cittadini e aziende, per un importo pari a 62mila euro corrispondenti al 50 per cento del costo dell’investimento, e il secondo per avere, tra l’altro, co-finanziato l’installazione di una rete di 30 impianti FV privati che hanno contribuito a creare occasioni di nuova occupazione sul territorio; per la categoria comuni da 5001 a 20mila abitanti è risultato vincitore Montechiarugolo (PR) che, con risorse in parte proprie e in parte regionali, ha avviato alcuni progetti per l’uso del FV e il risparmio energetico, reinvestendo in una pista ciclabile gli utili ricavati dagli impianti; San Benedetto del Tronto ha vinto per la categoria comuni da 20.001 a 90mila abitanti per aver concesso alcune coperture di edifici pubblici per installazione di impianti FV in cambio della realizzazione di opere di interesse pubblico, generando investimenti terzi per un importo superiore ai 5 milioni di euro; Padova e Ferrara, infine, sono risultate vincitrici ex aequo per la categoria oltre 90.001 abitanti: la prima per aver promosso e co-incentivato l’installazione di impianti solari FV e termici per uno esborso dal bilancio comunale di 293mila euro che hanno generato investimenti di privati per oltre 6.770.000; la seconda per un progetto che si colloca all’interno del percorso legato all’adesione al Patto dei Sindaci, all’insegna dell’uso delle rinnovabili e dell’efficienza energetica e di una intensa campagna di comunicazione e sensibilizzazione della cittadinanza, senza costi diretti per l’amministrazione comunale se non quelli del personale coinvolto, ma generando oltre 3.300.000 di euro di investimenti di soggetti terzi.

Il bando per l’edizione 2014 del premio verrà pubblicato a giugno, mentre la premiazione è già stata fissata a Ecomondo, la manifestazione fieristica internazionale dedicata allo sviluppo sostenibile e alle tecnologie per il recupero di materia ed energia, in calendario nei padiglioni di Rimini Fiera dal 5 all’8 novembre.

“Il progetto Spendere senza soldi, nato un’idea originale di Kyoto Club, ha il merito di colmare una lacuna informativa e di offrire ai comuni la possibilità di conoscere in modo sistematico le opportunità di finanziamento per progetti energetico-ambientali disponibili in Italia e in Europa”, commenta Sergio Andreis, direttore dell’associazione. “Oltre a ciò, le banche dati disponibili online e le esperienze dei comuni che si aggiudicano l’annuale premio di eccellenza possono essere d’esempio ad altre amministrazioni per migliorare la leva finanziaria dei loro investimenti. Siamo quindi grati a Fondazione Cariplo per aver condiviso con noi l’obiettivo di supportare i comuni nel loro impegnativo cammino verso la sostenibilità”.

Silvia Zamboni

Giornalista – Ambiente e Sostenibilità, Energia e Cambiamenti Climatici, Economia Circolare, Green Economy, Sharing e Digital Economy, Mobilità Sostenibile, Turismo Sostenibile, Agricoltura e Manifattura Biologica, Politiche Ambientali Europee.
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