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Ho partecipato a CEASEFIRE NOW, il presidio organizzato davanti alla Prefettura di Bologna per chiedere l’immediato cessate il fuoco in Medio Oriente e la liberazione di tutti gli ostaggi e dei prigionieri di guerra. Non si puΓ² rimanere in silenzio di fronte a quanto sta accadendo. La violenza efferata e sistemica degli attacchi israeliani ai Palestinesi nella Striscia di Gaza ha le dimensioni e la ferocia di un genocidio, che reprime e disumanizza le vite di bambini, donne e uomini. Sono ormai oltre 35mila le vittime civili e oltre cinquantamila i feriti a causa dei bombardamenti e degli assalti dell’esercito israeliano seguiti all’eccidio del 7 ottobre di 1200 cittadini israeliani ad opera di Hamas.
Anche oggi eravamo in tanti a manifestare a Bologna, in contemporanea ai presidi organizzati in tante altre piazze d’Italia, con l’angoscia per le sorti di Rafah. Tutte e tutti a ribadire la richiesta di un immediato cessate-il-fuoco per fermare il massacro di migliaia di civili, vittime anche della mancanza di cibo, acqua potabile, elettricitΓ  e cure mediche.
Con la mia partecipazione ho voluto ribadire con forza che i Verdi sono e saranno sempre a fianco del popolo palestinese in lotta da anni contro il regime israeliano di apartheid e adesso, da mesi, a Gaza, anche per la propria sopravvivenza. Continueremo a condannare le inaccettabili violazioni del diritto internazionale per mano del governo di Netanyahu. Persino gli Stati Uniti, tradizionali alleati di Israele, non tollerano piΓΉ i bombardamenti a Gaza e hanno sospeso – pare – la fornitura di armamenti, l’unico modo concreto di bloccare devastazioni e uccisioni di civili.
Il diritto di esistere di Israele non puo’ comportare la negazione dei diritti dei Palestinesi a vivere sulla loro terra, mentre da anni, dopo aver perso la casa a migliaia, vengono derubati dai coloni illegali di fonti d’acqua, terreni coltivati e uliveti, come ho avuto modo di constatare personalmente durante un viaggio in Palestina, dove ho conosciuto le loro comunitΓ  che con metodi non violenti cercano di resistere al sistema di emarginazione che subiscono da Israele, in violazione di decine di risoluzioni dell’ONU.
Gaza Γ¨ un carcere a cielo aperto, una fetta di terra lunga 48 km e profonda 8 km dove vivono oltre due milioni di palestinesi (meno i morti di questi mesi, il terzo luogo piΓΉ densamente popolato al mondo, dal quale da anni non si esce se non al prezzo di non potervi fare piΓΉ ritorno.
L’Occidente fino a oggi si era sempre schierato a favore del diritto all’ autodifesa di Israele, dimenticando i diritti dei Palestinesi. Ma se lasci un vuoto politico e diplomatico e consenti a Israele di umiliare i Palestinesi, poi in quel vuoto ci si infila qualcuno. Hamas, in questo caso.
Dopo mesi di distruzioni bisogna imporre ad Israele il cessare-il-fuoco subito. Basta morti innocenti!

Silvia Zamboni

Giornalista – Ambiente e SostenibilitΓ , Energia e Cambiamenti Climatici, Economia Circolare, Green Economy, Sharing e Digital Economy, MobilitΓ  Sostenibile, Turismo Sostenibile, Agricoltura e Manifattura Biologica, Politiche Ambientali Europee.