Il progetto definitivo, presentato oggi, dell’interramento a binario unico di due tratti della linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore finalizzato ad eliminare cinque passaggi a livello in città servirà a fluidificare il traffico stradale, ma metterà una pesante ipoteca contro lo sviluppo futuro di un adeguato servizio ferroviario per le centinaia di pendolari che si servono di questa linea.

Lo dichiarano Silvia Zamboni e Paolo Galletti, coportavoce di Europa Verde Emilia Romagna.

Inoltre, l’interramento del passaggio a livello di via Cellini richiederà il reperimento aggiuntivo di 11 milioni, l’approvazione del CIPE, la gara di appalto per la redazione del progetto esecutivo e l’esecuzione dei lavori, con allungamento dei tempi previsti di almeno 2 anni e l’interruzione del servizio ferroviario tra Bologna e Roveri sostituito dai bus: la mattina circa 300 persone per ogni treno, a Roveri, dovranno trasbordare in 3-5 bus, che attraverseranno la città nelle ore del traffico di punta fino a Bologna Centrale. Alla fine dei lavori – nel 2023 se tutto andrà come previsto – gli automobilisti non dovranno più fermarsi ai passaggi a livello, ma per i circa 6.000 utenti della linea ferroviaria, a fronte dei suddetti disagi non ci sarà alcun miglioramento e nessuna prospettiva per il futuro: tra Bologna e Roveri oggi la linea è già satura al 97%, e tale rimarrà, dato che l’attuale binario unico verrà interrato (c’è chi dice “sotterrato”) senza raddoppio, per cui non saranno possibili incroci di treni. Una limitazione che comporterà l’impossibilità di migliorare i servizi come previsto dall’Accordo 2007 sul SFM (Servizio Ferroviario Metropolitano): servizio cadenzato alla mezz’ora, fino alle 24, anche di domenica, con possibili incrementi a 15 minuti  nelle ore di punta.

Il progetto presentato oggi favorisce quindi l’auto, ma non lo sviluppo del trasporto pubblico: è così che si risponde ai giovani di Fridays for future e si attua la dichiarazione di emergenza climatica, nella regione più inquinata di Europa? Le soluzioni tecnologiche e progettuali per realizzare il doppio binario ci sarebbero: manca la volontà politica di attuarle. E questo nonostante i ripetuti appelli lanciati da gruppi di tecnici, professionisti ed esperti.

Per questo Europa Verde Emilia Romagna chiede alla Giunta regionale di confrontarsi con i tecnici che hanno lavorato alle soluzioni alternative per  cercare di risolvere questo nodo progettuale che rischia di strozzare nella culla il servizio ferroviario che collega Bologna a popolosi comuni di pendolari come Castenaso, Budrio, Molinella, Portomaggiore.

La prospettiva che si lavori per un miglioramento del servizio ferroviario e per collegare, finalmente, nella stazione centrale di Bologna, le linee passanti della Bologna-Portomaggiore (che oggi ha il terminale al binario est) con la Bologna-Casalecchio-Vignola (che ha il terminale invece al binario ovest), aiuterebbe i pendolari a meglio sopportare i disagi che dovranno affrontare nei lunghi mesi dei lavori per l’interramento dei passaggi a livello. E allocherebbe in maniera sensata il previsto investimento di risorse pubbliche, puntando a realizzare una metropolitana di superficie da Portomaggiore a Vignola, passando per le stazioni del SFM presenti nei quartieri di Bologna di San Donato, San Vitale, Porto e Borgo Panigale.

E’ questa la risposta coerente da dare alla dichiarazione di emergenza climatica, che richiede più che mai interventi infrastrutturali a sostegno del trasporto pubblico su ferro.

Bologna, 9 novembre

Silvia Zamboni e Paolo Galletti, co-portavoce Verdi-Europa Verde Emilia Romagna

A questo link  CS_Europa Verde su interramento linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore  si può scaricare il comunicato

 

 

Silvia Zamboni

Giornalista – Ambiente e Sostenibilità, Energia e Cambiamenti Climatici, Economia Circolare, Green Economy, Sharing e Digital Economy, Mobilità Sostenibile, Turismo Sostenibile, Agricoltura e Manifattura Biologica, Politiche Ambientali Europee.
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